continua a leggera la storia della mia vita..........

Ho vissuto in campagna senza elettricità, senza TV (che era un lusso), senza giocattoli (ad eccezione di quelli che costruivo io) e spesso sola fino agli undici anni, perché tutti i miei fratelli e le mie sorelle si erano spostati di casa e i miei cugini abitavano tutti lontano.

Mi ricordo ancora la solitudine delle mie giornate passate da bambina. Delle volte perdevo lo sguardo all’orizzonte, nella speranza che spuntasse qualcuno dietro alle colline per venire a giocare con me. Dopo aver compiuto 11 anni raggiunsi una delle mie sorelle in una città che non assomigliava per niente a una città. L’anno dopo mi sono spostata ancora di casa e sono andata a vivere con altri fratelli e sorelle. Nei tre anni successivi ho imparato il significato della parola razionamento...

Vivevamo in una casetta con le tegole in eternit, con delle finestre che venivano giù con un soffio e dalle quali, spesso e volentieri, dei maniaci che ci spiavano. Il bagno era fuori. La corrente qui c’era, ma niente TV o frigo, e credimi, quella è una delle zone più calde del Brasile; durante l’estate sembrava di vivere all’inferno!

Un bel giorno, prima ancora di compiere 15 anni, senza neanche avvisarmi mia mamma mi ha messo dentro una corriera insieme ad una delle mie sorelle e mi ha mandata a San Paolo.

Ero rimasta alla partenza per S. Paolo,

Quello shock mi è costato 10 anni di depressione…

Ma ancora oggi quando guardo indietro, ringrazio mia mamma per quel gesto che all’epoca mi sembrò cosi crudele...

Alle medie ero tra le 5 ragazze più popolari della scuola. 2 di loro sono rimaste incinta prima dei 18 anni e diventate nonne prima dei 40; oggi fanno molta fatica per dare da mangiare alla loro prole. 1 di loro, quella più promettente, cioè la più bella, più benestante, che aveva i voti migliori e che sembrava dovesse andare a comandare il mondo è andata all’università, ma poi è uscita dai propri binari, è entrata in depressione, è diventata obesa, si è fatta degli amanti molto più vecchi di lei ed infine è rimasta uccisa investita da un auto. Dell'ultima ho perso le tracce...

Ecco perchè non mi stanco di ringraziare mia madre; con ogni probabilità non avrei avuto un bel futuro li...

Nel corso della mia vita ho subito molestie, ho fatto lavori che odiavo, ho vissuto in posti osceni, ho frequentato persone che non dovevo mettendo a rischio la mia vita e ho quasi toccato i limiti della fame…

Poi a 26 anni ho sposato un uomo violento che mi metteva paura e mi torturava psicologicamente, ma che all'epoca pensavo di amare. Un giorno mi risvegliai e decisi che tutto questo doveva finire e che la prima cosa che avrei dovuto fare sarebbe stata lasciare quell’uomo. Quando finalmente ebbi il coraggio di farlo, mi picchiò brutalmente e mi buttò in mezzo alla strada; questo non tanto tempo fa, qui in Italia.

Successivamente, trovandomi all’improvviso senza famiglia o amici su cui contare e psicologicamente a pezzi (un pò anche di faccia), mi trovai costretta a vivere in affitto e sommersa di bollette affrontando un periodo di forte difficoltà economica.

In quel periodo della mia vita ho dovuto viaggiare dentro al gabinetto del treno per andare al lavoro perché non avevo abbastanza soldi per pagare il biglietto...

Un pochino tragico, giusto?

Anche senza entrare troppo nel dettaglio.

© 2020 by Venicia Da Costa.